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10 anni di Muvita

10 anni di Muvita

Arenzano, giugno 2012

Più di 20 anni fa, nel 1991, la petroliera Haven affonda al largo di Arenzano, due giorni dopo essere esplosa nel porto di Genova.
Da quella che è stata la più grande tragedia ambientale del Mediterraneo – ancora oggi impressa con forza nella memoria dei genovesi – prende vita l’idea di realizzare un luogo in cui informarsi, discutere, formulare proposte sul tema della salvaguardia dell’ambiente.

Una decina di anni dopo, nel 2002, per iniziativa della Provincia di Genova e del Comune di Arenzano viene inaugurato, granzie anche ad un contributo dell’Unione Europea, il Muvita Museo Vivo delle Tecnologie per l’Ambiente, attraverso un’importante azione di restauro del c.d. “casone”, una ex filanda con una superficie di circa 2.000 mq ed un caratteristico tetto a “chiglia di nave” rovesciata.

Un paio d’anni di attività sono sufficienti per comprendere come quel luogo abbia il potenziale per diventare qualcosa di più di un “semplice” museo: ecco quindi la prima radicale trasformazione in un “science center” (2004), un innovativo centro di animazione scientifica, il primo in Italia interamente dedicato al rapporto tra uomo e clima, tema che comincia ad emergere in tutta la sua drammaticità a livello globale.

La 1° Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici e il rapporto dell’IPCC sul clima (settembre 2007) hanno l’effetto di far percepire chiaramente l’urgenza di attuare anche a livello locale una serie di azioni per ridurre gli effetti del cambiamento climatico globale e promuovere l’adattamento ai cambiamenti del clima in corso. Per fare ciò la Provincia di Genova lancia “Provincia Energia” (2008), un insieme coordinato e coerente di azioni e strumenti in un approccio integrato per la gestione intelligente, consapevole ed efficiente dell’energia, dalla fase di produzione fino al consumo.
In questo disegno Muvita evolve nuovamente, da strumento di comunicazione (il Science Center) a soggetto capace di progettare e attuare interventi a livello locale per conto dell’Ente, con quell’approccio partecipativo che diventa il vero elemento distintivo di questa politica sulle “energie intelligenti”.

Prendono il via una serie di attività propedeutiche a quello che – oggi – costituisce uno degli assi principali della nostra attività (2011): l’affiancamento alla Provincia di Genova nello sviluppo sul nostro territorio del “Patto dei Sindaci” (il progetto dell’Unione Europea che coinvolge le amministrazioni locali nel raggiungimento degli obiettivi del “20-20-20”) che è stato identificato come lo strumento più adatto per veicolare capillarmente la politica provinciale per la lotta ai cambiamenti climatici e l’adattamento agli stessi, e favorire concretamente un nuovo modello di sviluppo del territorio verso la c.d. “green economy”. In questo ruolo Muvita è quindi oggi il punto di riferimento quotidiano di oltre 20 Comuni del territorio che hanno deciso di puntare sulla sostenibilità ambientale e sociale come asse portante di una nuova politica di sviluppo locale.

La particolarità del modus operandi della struttura – capace di aggregare energie e idee a beneficio del territorio a partire da luoghi fisici di divulgazione e confronto – ha indotto nel tempo la Provincia  a coinvolgere Fondazione Muvita anche nella gestione e nell’animazione di altri due  “poli” per lo sviluppo territoriale.
Il primo di questi è il Genoa Port Center, il centro educativo espositivo del porto di Genova, realizzato dalla stessa Provincia assieme ad Autorità Portuale di Genova (2010) con lo scopo di promuovere il porto quale principale fonte di ricchezza del territorio ma anche luogo di produzione di valori culturali e identitari, centro di innovazione e aggregazione sociale – e, per i giovani, ipotesi concreta di affermazione e crescita professionale.
Il secondo polo è rappresentato dall’”Info Center & Virtual Tour, realtà che – assieme al complesso museale della Lanterna di Genova – si pone come elemento centrale nello sviluppo turistico del territorio.

La nostra sfida per i prossimi anni sarà quella di integrare anche l’ambito “sociale” (e segnatamente il tema “interculturalità”) nel concetto di sostenibilità che intendiamo proporre e sul quale intendiamo costruire un’originale dinamica di sviluppo territoriale, da proporre anche su scala nazionale.

Tutela e valorizzazione dell’ambiente in un’ottica di sviluppo “armonico” e promozione dell’interculturalità sono pertanto i due pilastri su cui costruiremo una proposta di “progresso” (più che di solo “sviluppo”) della nostra comunità per i prossimi anni, secondo quelli che sono i punti fondanti del nostro manifesto culturale, la “Carta per la Terra e per l’Uomo” – proposta da Muvita nel “lontano” 2001, in occasione del G8 di Genova.

Scarica la pubblicazione realizzata da Muvita per celebrare i suoi 10 anni di attività